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EICMA 2026: La Regina Altezzosa che Oscura le Novità di Serie

Ogni anno si ripete lo stesso rituale nei padiglioni della Fiera di Milano. Classifiche improvvisate, discussioni da bar su quale sia la moto più bella, cartelle stampa sature di superlativi e una rincorsa affannosa all'ultimo cavallo da scheda tecnica o al nuovo pacchetto elettronico. La gente continua a chiedersi se abbia ancora senso fare la fila e camminare per chilometri tra gli stand, nell'epoca in cui qualsiasi modello da concessionaria viene sviscerato sui telefoni mesi prima del suo arrivo su strada.


La risposta è semplice, ed è racchiusa tutta nel motivo per cui ci si ferma di colpo in mezzo alla folla: la possibilità di vedere da vicino certe bellezze e di toccarle quasi con mano.

Perché diciamocelo chiaramente: le moto di serie, le novità di grande produzione, tra qualche mese le potremo trovare comodamente nello showroom sotto casa, provarle nei demo ride o incrociarle al primo passo di montagna in primavera. Ma un oggetto esotico, quasi inafferrabile, se non lo ammiri qui e ora, rischia di sparire per sempre all'interno di qualche collezione privata a porte chiuse.

Ed è esattamente quello che succede quando ci si imbatte nello stand Brough Superior e si incrocia lo sguardo con la RMB01, la scultura su due ruote nata dalla collaborazione con Richard Mille. Non è una novità assoluta dell'ultima ora, sia chiaro. È una moto che abbiamo già visto, studiato e raccontato. Eppure, in mezzo al caos del Salone, lei se ne sta lì, rialzata sul suo piedistallo. Guarda tutti dall'alto in basso, come una regina altezzosa che non ha alcun bisogno di chiedere attenzioni. Le attenzioni se le prende e basta.



A venti centimetri di distanza capisci perché il tempo non la scalfisce. Guardi la trama del carbonio forgiato che cattura la luce con venature irripetibili. Osservi la meccanica del V2 a 88° da 997 cc e 130 CV, con basamento e carter lavorati CNC a 5 assi partendo da blocchi pieni d'alluminio ad alto contenuto di magnesio — 160 chili di materia prima per ricavarne appena 23 di componente finito. Una spina dorsale meccanica attorno a cui gravita l'anteriore tipo Fior in alluminio fresato. C'è un contrasto quasi tattile tra la precisione chirurgica di queste lavorazioni e la morbidezza della pelle scamosciata che veste sella e manopole.


Ha senso cercarne una logica di mercato o un’utilità pratica? Nemmeno per sogno. La RMB01 non serve per fare la spesa, non serve per macinare chilometri in autostrada e non serve per far quadrare i bilanci di una multinazionale. È un esercizio di forma, ingegneria e alta orologeria prestato alle due ruote, nato per il puro gusto dell'eccellenza senza limiti di spesa.


In questo senso EICMA smette di essere una semplice fiera commerciale e diventa, per chi sa dove guardare, un vero e proprio museo a cielo aperto. Un luogo in cui l'unica vera ricompensa è il privilegio di contemplare la bellezza meccanica dal vivo.

Se dobbiamo assegnare una palma ideale alla moto capace di far sognare davvero in questo Salone, il mio voto va a lei. Non perché rappresenti il futuro di ciò che guideremo tutti i giorni, ma perché ci ricorda la ragione primaria per cui abbiamo iniziato ad amare le moto: la pura meraviglia di fronte all'arte su ruote.

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