Ci sono storie che fanno bene al cuore di chi ama i motori, e questa ne è un esempio perfetto.
In occasione dell'evento Honda Motorcycle Homecoming Kumamoto, è spuntata una moto che ha fatto sgranare gli occhi a molti: la CB1000F realizzata dal gruppo "CRAFT+", un team formato da dipendenti e ingegneri Honda che, nel tempo libero, amano rimboccarsi le maniche in garage.
Il paradosso industriale: la piattaforma mancata
Guardiamo i fatti con un pizzico di malizia e lucidità. Honda aveva già in casa la base perfetta per realizzare una maxi-classica d'autore da far tremare il mercato: la CB1000R Neo Sports Café. Una moto dotata di una meccanica solida, finiture di alto livello e, soprattutto, di uno splendido forcellone monobraccio posteriore che lasciava il cerchio in bella vista, regalando una linea snella e al tempo stesso muscolosa.
C'erano tutti gli ingredienti per prendere quel telaio e vestirlo con le forme senza tempo delle grandi CB del passato. E invece? La logica di bilancio e di mercato ha preso una direzione completamente diversa.
Honda ha preferito lanciare la nuova CB1000 Hornet, una moto orientata alle prestazioni pure e pensata per essere venduta a un prezzo d'attacco aggressivo. Ma il risparmio industriale si vede, ed è inutile nasconderlo:
Il pregiato monobraccio in alluminio è stato sostituito da un tradizionalissimo e ben più economico bibraccio inscatolato;
Le sovrastrutture e i dettagli sono diventati decisamente più scarni, spogli e visivamente economici;
L'impatto d'insieme ha perso quella sensazione di cura quasi sartoriale per abbracciare l'essenzialità della grande serie.
CRAFT+: la vera visione degli ingegneri?
È proprio qui che si inserisce il progetto CRAFT+. Vedendo la base tecnica della nuova Hornet SP (forcella rovesciata, mono Öhlins, pinze Brembo radiali e il 4 cilindri da oltre 150 CV), gli ingegneri e i tecnici dell'impianto di Kumamoto hanno deciso di fare quello che i fogli di calcolo del marketing avevano tagliato.
Ci piace pensare che nella mente di chi quella moto l'ha progettata fin dall'inizio, il risultato dovesse essere proprio questo:
Estetica di sostanza: Il reparto verniciatura interno ha steso a mano una livrea classica bicolore, abbinata a volumi rassicuranti e imponenti.
Artigianato moderno: Mascherina anteriore e copri-strumentazione dallo stile retrò sono stati prototipati e stampati in 3D direttamente in fabbrica.
Equilibrio perfetto: Sotto la veste classica batte la ciclistica affilata della Hornet SP, creando il mix ideale tra presenza scenica e cavalleria contemporanea.
Considerazioni finali
Vedere questo pezzo unico fatto "da dentro" fa riflettere. Dimostra che dentro i capannoni di Tokyo batterebbe ancora il cuore della vera passione motociclistica, se solo le scelte di prodotto non venissero dlineate esclusivamente sul contenimento dei costi di produzione.
Questa CB1000F targata CRAFT+ non è solo un bell'esercizio di stile: è la dimostrazione vivente di come avrebbe potuto (e dovuto) essere la maxi-nuda Honda di nuova generazione. E la domanda, a questo punto, sorge spontanea: in dirigenza capiranno la lezione o continueranno a lasciare che le moto più emozionanti le facciano i loro dipendenti nel tempo libero?














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