
Al Motor Bike Expo di Verona, la Nike ha fatto terra bruciata.
L’ultima creazione di Mirko Perugini (Gallery Motorcycles), commissionata dal collezionista Danilo Roncaglioni, non è solo una moto: è un manifesto di ingegneria estetica che fonde il lusso delle finiture alla precisione millimetrica della meccanica ricavata dal pieno. Una "Board Tracker" futuristica che si è meritata il titolo di Best in Show.
Un cuore raro tra vintage e futuro
La Nike si regge su un contrasto estremo e coraggioso: il mix perfetto tra il fascino del passato e la tecnologia di domani. Il cuore pulsante è un raro monocilindrico Harley-Davidson da 350 cc, un motore d’epoca del 1923 dalla meccanica essenziale e raffinata, incastonato in una ciclistica che sembra arrivare dal futuro. Qui il "vintage" non è una posa, ma una scelta tecnica che dialoga con componenti modernissimi in alluminio lavorato al CNC.
La sfida contro il tempo: Un'impresa impossibile
Ma il vero record della Nike non è scritto sul contagiri, ma sul calendario. Mentre progetti di questa portata richiedono solitamente un anno di sviluppo, Mirko Perugini e la squadra di FG Racing hanno compiuto un’impresa epica: la progettazione è iniziata solo a metà dicembre 2025. In meno di un mese e mezzo, hanno trasformato i disegni in metallo, portando a Verona una moto rifinita in ogni millimetro. Un ritmo di lavoro folle per una qualità che solitamente richiede mesi di test.
La spina dorsale firmata FG Racing e JoNich
La maestosa forcella Girder anteriore e il forcellone posteriore sono stati letteralmente scolpiti da blocchi d’alluminio pieni. La coerenza tecnica è totale: anche le ruote JoNich sono nate dagli stessi macchinari CNC di FG Racing, creando un linguaggio stilistico unico che lega mozzi, piastre e sospensioni in una trama di fresature perfette.
L'estetica e i dettagli di Danilo Roncaglioni
La silhouette omaggia le leggendarie moto da pista d’inizio secolo, reinterpretata dal gusto di Danilo Roncaglioni. Il telaio esalta un verde acqua/Tiffany profondo e opalescente, accostato a dettagli in ottone e oro. Ma è nei freni a tamburo "scheletrati" dei mozzi JoNich che si tocca l'apice: Mirko ha aperto i mozzi per esporre le ganasce e le molle, trasformando la frenata in un momento di alta orologeria. A completare l'opera, i serbatoi trasparenti che lasciano fluire a vista l'olio .
Il Verdetto: Più che un nome, una profezia
Battezzare questa creatura Nike, come la Dea della Vittoria, è stato un annuncio consapevole. Portarla a Verona con quel nome, dopo una corsa contro il tempo durata solo 45 giorni, è stata una profezia che si è avverata sotto le luci della fiera.
Articolo di: [Orazio Marco Scamporrino] Foto: Credits Gallery Motorcycles / FG Racing / MBE Web:
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