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BSA - De Chaos: quando dal caos nasce una boardtracker da museo

 

Questa non è una moto pensata per vincere premi. E infatti non li vincerà.

Non perché non li meriti, ma perché non è addomesticabile. Non rientra in una categoria, non strizza l’occhio a nessuno, non chiede legittimazione a un palco o a una giuria.
De Chaos Ã¨ una di quelle moto che oggi mettono a disagio: troppo ingegneria per essere solo estetica, troppo carattere per essere decorativa, troppo onesta per diventare mainstream. Ed è esattamente per questo che vale la pena raccontarla qui.

Parlare di Bernard Mont come di un semplice custom builder sarebbe sbagliato. Bernard è prima di tutto un ingegnere meccanico che costruisce moto come altri scrivono manifesti: partendo da un’idea chiara e portandola fino in fondo, anche quando diventa scomoda. Le sue moto non nascono per piacere, ma per avere senso.

Con Bernard non c’è solo stima, ma amicizia vera, maturata nel tempo, tra paddock e chilometri. Qualcuno ricorderà anche alcuni miei scatti della sua “Nowhere Faster”, realizzati durante una tappa del Sultans of Sprint a Monza: immagini che raccontano meglio di mille parole il suo approccio. Moto intelligenti, estreme, mai concilianti.

De Chaos nasce nel 2020, nel pieno del disordine globale. E come spesso accade, dal caos non esce qualcosa di rassicurante, ma qualcosa di necessario.

Dalle corse auto al culto dello sterzo a mozzo

Bernard arriva dalle corse automobilistiche: a fine anni ’80 lavora come ingegnere in campionati come il French Rally Championship, il Belgian Procar Touring e la Formula 3000 europea. Un background che spiega perché le sue moto non siano mai semplici esercizi di stile.

Nel 2012 attira l’attenzione internazionale con la Ducati TT3 Difazio, una collaborazione “immaginaria” tra Fabio Taglioni e Jack Difazio. Poi arrivano la Monster S2R “Nowhere Fast” e la Multistrada “Nowhere Faster”, una sprint bike con telaio dedicato, NOS e sterzo a mozzo in puro stile Difazio. Ed è proprio da quest’ultima che nasce l’idea di spingersi ancora oltre.


Dettagli che parlano la lingua della meccanica

Le ruote da 21 pollici utilizzano un mozzo Ducati al posteriore e un mozzo Difazio autocostruito all’anteriore, con raggi in acciaio inox realizzati su misura da un’azienda polacca. Il motore viene completamente ricostruito in casa, dotato di accensione elettronica e carburatori Amal.

Sella e serbatoio nascono da modelli in foam e vengono battuti in alluminio da Bart Geerts, mentre il rivestimento in camoscio della sella – rifatto ben tre volte – porta la firma di Rockers Meccanica. La verniciatura a polvere è affidata a Paul’s Workshop in Normandia.

Ogni dettaglio è frutto di una scelta precisa: le curve del telaio dialogano con quelle degli scarichi, i carter alleggeriti e forati raccontano l’anima racing del progetto, fino al cavalletto dedicato che riporta il nome della moto.





Dal caos alla bellezza

Purtroppo De Chaos non sarà presente al Motor Bike Expo di Verona. E sì, è un peccato vero. Perché qui non parliamo della solita custom ben fatta, ma di una moto che avrebbe seriamente messo in imbarazzo la giuria.



Detto senza giri di parole: avrebbe potuto vincere il Best of Show, anche dovendo passare sopra a una sfilza di Harley-Davidson, marchio che a Verona parte storicamente — e spesso politicamente — avvantaggiato. Non è una critica al marchio, è una constatazione di contesto.



La differenza, in questo caso, sta nella sostanza: progetto vero, coerenza assoluta, ingegneria applicata e una visione che non chiede consenso. Elementi che raramente coincidono nello stesso oggetto, soprattutto in certi palcoscenici.


Motore stock, circa 55 CV, ma qui i numeri contano poco. Conta l’idea, la coerenza e il coraggio di portarla fino in fondo.

De Chaos non è solo una moto. È la dimostrazione che, quando competenza tecnica e visione si incontrano, il risultato può andare ben oltre la semplice customizzazione.

E sì, Bernard: dal caos, questa volta, è nata qualcosa di davvero speciale.





Nota Personale 

Ci sono moto che nascono per vincere premi. Altre che nascono per lasciare un segno.
De Chaos appartiene alla seconda categoria. E spesso, paradossalmente, è proprio questo il motivo per cui non finiscono sotto i riflettori giusti. Ma va bene così: certe moto non hanno bisogno di coppe per essere legittimate.




www.rolandgroteclaes.be
www.laswerkengeertsbart.be
www.paulsworkshop.fr
www.rockersmeccanica.com
www.purephotography.be

@bernard_mont

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