Titulo

Il rischio di osare, anche davanti alla storia | Ducati MHR Mille by Benjie’s Café Racers

C’è stato un tempo in cui osare era la regola, non l’eccezione.

In cui il rischio di sbagliare faceva parte del gioco, anche quando la base era sacra. Oggi invece le edizioni speciali nascono per non disturbare nessuno. Sicure, educate, innocue. Eppure non è sempre stato così.

Oggi il copione è sempre lo stesso: prendi una moto di serie, due grafiche “celebrative”, qualche accessorio lucido, un nome pescato dal passato e la chiami edizione speciale. Operazione marketing, zero coraggio. Nessuno si offende, nessuno si espone. E infatti nessuno se le ricorda.

Un tempo, invece, le special edition erano prese di posizione.

La Ducati 900 MHR ne è l’esempio perfetto. Non una strizzata d’occhio alla storia, ma una dichiarazione d’intenti. Nata dalla 900 SuperSport, la Mike Hailwood Replica celebrava il ritorno di Hailwood al TT del 1978 con una moto che non si limitava a sembrare racing: lo era davvero. Carene dedicate, carburatori Dell’Orto maggiorati, freni Brembo, scarichi Conti. Nessun compromesso. E il pubblico lo capì subito.

Qualche anno dopo arrivò la MHR Mille. Motore portato a 973 cc, 76 cavalli, avviamento elettrico, frizione idraulica. Più matura, più evoluta, più utilizzabile. Su oltre 7.000 MHR prodotte, solo 1.100 erano Mille. Ultimo bicilindrico Ducati a coppia conica. Un pezzo di storia, senza discussioni.

Ed è qui che entra in gioco la vera domanda, quella che oggi mette a disagio:

chi ha il coraggio di toccare una moto così?

La risposta non è romantica, ed è proprio per questo che è quella giusta: team di Benjie’s Café Racers. Perché un cliente glielo ha chiesto. Punto.

«So che è storia, ma voglio qualcosa di unico. È la mia moto, sono i miei soldi. Fanculo i puristi.»

E aveva ragione. Perché il rispetto non passa dal congelare gli oggetti, ma dal farli vivere. Anche rischiando.

Tra l’altro, nessun sacrilegio gratuito: la MHR Mille di partenza era un disastro. Vernice spenta, plastiche economiche, gomme morte, problemi ovunque. Un relitto di un restauro anni ’90 fatto male. Questa moto non stava venendo distrutta: stava venendo salvata.

La MHR Mille del 1985 è un’icona dell’estetica racing squadrata di fine anni ’70 e inizio ’80. Ma Benjie non voleva rifare il passato: voleva portarlo avanti. Moto smontata fino al telaio e ricostruita con un linguaggio più pulito, più moderno, che guarda alla MH900e di Terblanche senza copiarla.

Il serbatoio resta il cuore del progetto. Intoccabile nella sua identità, ma corretto nelle proporzioni. Modello nuovo, stampo dedicato, guscio in carbonio con serbatoio in alluminio nascosto sotto. Il codone nasce da lì, senza citazioni forzate: prima acciaio, poi carbonio, rivestimento in suede. Funzione e forma che parlano la stessa lingua.

Il telaietto posteriore in acciaio inox è inclinato, aggressivo, senza chiedere permesso. I doppi ammortizzatori spariscono: forcellone originale rinforzato, monoammortizzatore centrale. Davanti forcelle Showa upside-down, perché certe cose non si “reinterpretano”: si eliminano.

Ruote BST in carbonio, freni moderni, gomme Michelin. Tutto funziona, tutto ha un senso. Anche il pignone disassato per allineare la trasmissione con il cerchio posteriore maggiorato. Qui non c’è scena: c’è competenza.

La carenatura anteriore è un esercizio di equilibrio: stretta, filante, modellata prima in acciaio e poi rifatta in carbonio. Faro basso incastonato in una cornice in alluminio, strumentazione essenziale, comandi Brembo e manopole Domino. Niente nostalgia forzata, solo coerenza.

Il bicilindrico a L ora è quello che avrebbe sempre dovuto essere: pulito, ordinato, alimentato da carburatori FCR. Lo scarico sdoppiato asimmetrico in acciaio inox è una lezione di proporzioni. Funziona, suona, sta dove deve stare. Fine.

Il carbonio a vista domina, interrotto da grafiche verdi e bianche che richiamano la MHR originale senza copiarla. Il telaio grigio canna di fucile chiude il cerchio. Nessun effetto speciale, nessuna forzatura.

Se oggi devi mettere mano a una moto come la Ducati MHR Mille, questa è la strada.

Non l’intoccabilità. Non la paura. Ma il coraggio di fare una scelta chiara, anche scomoda.

Perché il vero tradimento non è cambiare una leggenda.

È lasciarla ferma, imbalsamata, per non disturbare nessuno.


No comments

La libertà di opinione verrà rispettata sempre, nei limiti della legalità. Qualora si ravvisino commenti offensivi ovvero in violazione di una qualsiasi normativa in vigore, il commento verrà cancellato ma conservato (con il relativo indirizzo ip di pubblicazione) per una eventuale azione legale.

RocketGarage Design. Powered by Blogger.
google.com, pub-5748596377744039, DIRECT, f08c47fec0942fa0